Capitolo Dieci. Il neoplatonismo.
 Il pensiero di Plotino nel confronto tra filosofia e
cristianesimo.

Il confronto tra la filosofia greca e il cristianesimo - durato
per pi di due secoli - costituisce un altro grande momento della
storia della filosofia, dopo quello che vide protagonista l'Atene
di Pericle e la grande generazione di filosofi (i sofisti,
Socrate, Platone). Le conseguenze di questo confronto portarono a
una svolta rivoluzionaria nella storia dell'Occidente.
Il confronto avvenne tra la convinzione, da un lato, che la
sapienza di un popolo barbaro non fosse neppure paragonabile con
la filosofia dei Greci e, dall'altro lato, che la certezza che la
filosofia dei Greci - per quanto fosse grande, profonda, sublime -
era comunque inferiore al Lgos di Cristo (la buona novella),
che forniva un criterio superiore di comprensione della realt
nella sua pienezza: non filosofia ma Sopha (la sapienza
rivelata da Dio agli uomini).
Entrambi gli schieramenti pretendevano di essere nel vero e nel
giusto, e usavano gli strumenti della dialettica e della retorica
per fare trionfare le proprie tesi; anche nel campo cristiano
numerosi erano coloro che conoscevano la filosofia, l'amavano e si
sentivano filosofi. Come ai tempi della grande generazione vi fu
una appassionata partecipazione al dibattito: oltre al logs
furono chiamati in causa l' ros, cio un forte sentimento
personale, e la pstis, cio la propria fede, le proprie
convinzioni. Tra i grandi nomi della filosofia che parteciparono
pi o meno direttamente al grande confronto ricordiamo Origene,
Plotino, Proclo, i luminari di Cappadocia (Basilio, Gregorio di
Nissa e Gregorio di Nazianzo che sostennero che il cristianesimo
fosse il legittimo erede della filosofia greca), e, infine,
Agostino.
Il pensiero filosofico-religioso di Plotino (205-270) fin dal suo
nascere fu considerato - nonostante si riferisse principalmente
alle dottrine platoniche, da cui la definizione di neoplatonismo
- degno di rappresentare l'intera filosofia greca da contrapporre
al cristianesimo. Intorno a Plotino e alla sua filosofia vi fu un
consenso generale: anche i cristiani gli tributarono un omaggio,
almeno indiretto, quando cominciarono a usare i lineamenti del suo
volto per rappresentare l'immagine di san Paolo nelle icone sacre.
E' noto che Plotino non voleva essere ritratto, ma Porfirio narra
che il discepolo Amelio fece fare il suo ritratto di nascosto dal
migliore pittore dell'epoca, Carterio. La sorte ha voluto, poi,
che quel ritratto fosse utilizzato dai cristiani per raffigurare
l'apostolo Paolo.
I Padri della Chiesa, che non avevano dubbi sul fatto che il Lgos
di Cristo fosse pi profondo, pi vero e pi convincente del Lgos
neoplatonico, riconobbero per ampiamente il valore degli
avversari; gli schemi tipici della filosofia greca furono
utilizzati per fissare i punti fondamentali della dottrina
cristiana sulla natura di Dio, su Cristo, sull'anima, eccetera
Plotino fu quasi un contemporaneo di Origene. Pi giovane di lui
di una ventina d'anni, aveva frequentato la stessa scuola di
Ammonio Sacca ad Alessandria. Dei contatti fra i due non sappiamo
nulla, anche se alcuni studiosi hanno notato un'influenza sul
pensiero di Plotino soprattutto dell'opera pi importante di
Origene, il De Principiis, che  la prima sistematica esposizione
razionale della dottrina cristiana, realizzata con l'aiuto della
filosofia greca. Comunque il pensiero di Plotino fu interpretato,
a partire dai suoi contemporanei, non soltanto come l'uscita della
filosofia da una lunga crisi, ma anche come la grande risposta
all'attacco del cristianesimo. Per molto tempo Plotino non scrisse
nulla perch si era impegnato a non divulgare gli insegnamenti del
suo maestro Ammonio Sacca al di fuori della ristretta cerchia dei
discepoli, per l'insistenza dei quali compose una serie di
trattati che, per, furono pubblicati solo dal discepolo Porfirio,
con il titolo di Enneadi. Porfirio (234-305) - oltre a diffondere
gli scritti del maestro - fu autore di un'opera in quindici libri,
Contro i cristiani, di cui rimangono pochi frammenti. La polemica
tra filosofi greci e cristiani and avanti per decenni. Fra coloro
che intervennero nel dibattito ricordiamo Eusebio di Cesarea,
contemporaneo di Costantino, che scrisse i venticinque libri
dell'opera Contro Porfirio, andata perduta.
Il pensiero di Plotino ebbe fin dall'inizio la benevola attenzione
degli esponenti pi in vista del potere imperiale; molti senatori
romani e lo stesso imperatore Galerio frequentarono la sua scuola
di filosofia a Roma

